Rarefratte

Ci sono momenti della vita in cui le scelte sono parecchio importanti, per il tuo futuro e per la persona che sarai. Nel 2011 Cristian si laurea in sociologia a Padova e inizia ad inviare curriculum vitae a molteplici aziende ed istituti nel suo campo, senza però ricevere alcuna risposta. Si trova di fronte a un bivio: emigrare in Sudamerica oppure tirarsi su le maniche e realizzare il suo sogno, da un po’ di tempo accantonato in un cassetto, ossia quello di fare viticoltura naturale.

Ma chi è Cristian? Un ragazzo di Breganze, con i nonni paterni viticoltori e i nonni materni che possiedono un’azienda vitivinicola. Si diploma in agraria a Pove del Grappa e da lì inizia ad immaginare la sua azienda agricola, ben diversa da quella dei suoi parenti, perché vuole mettere al centro il rispetto del territorio in cui vive, coltivando la terra in modo alternativo, non convenzionale, ma più naturale possibile.

Comincia quindi a remare contro ad una concezione del lavoro in vigna ben radicata nella sua famiglia e nella società di vent’anni fa, ossia che il vigneto fosse solamente un surplus al reddito familiare, qualcosa che serviva ad arrotondare dopo una settimana di lavoro, magari da operaio in fabbrica. Perciò l’uva non veniva valorizzata, ma semplicemente conferita in toto alle varie cantine sociali del luogo.

Cristian non ci sta a fare una vita del genere e, visto che i vigneti sono suoi, decide che la sua uva dovrà diventare il suo vino ed il suo vino dovrà esprimere la sua terra, in tutta la sua integrità e purezza.

E giungiamo dunque al 2011 e alla sua scelta. Migrare in Sudamerica avrebbe avuto sicuramente i suoi vantaggi: nuove persone, nuovi paesi, nuove avventure, una nuova vita. Ma dopo anni nel vicentino, dove aveva profuso anche un intenso e testardo impegno politico e sociale, non se la sentiva di abbandonare la terra dove aveva sempre vissuto, che sentiva sua e per cui aveva sempre combattuto. Decide dunque di restare e di darsi ancora una volta da fare. E questa volta ci prova con l’agricoltura naturale, con il progetto Rarefratte.

Nel 2012 nasce l’azienda agricola e la sua fortuna è di conoscere alcuni anziani di Breganze, viticoltori o appassionati di vino e vitigni, che gli permettono di ricevere alcune varietà antiche della zona. A Breganze, infatti si contano una quindicina di DOC per quanto riguarda il mondo del vino, di cui soltanto una, però, tutela un vitigno autoctono: la vespaiola. Le altre riguardano vigneti che fino agli anni ‘20 del Novecento non erano presenti, ma che poi sono proliferate a causa della richiesta del mercato del vino.

Eppure ricorda Cristian, in base agli studi che ha portato avanti, fino agli anni ‘50 erano vinificate 15 varietà autoctone, che poi, col tempo, sono state abbandonate, fino a rischiare l’estinzione. Ecco allora sua la missione, il suo coraggioso progetto: recuperare questi vitigni nativi dell’area, salvare la biodiversità. Dal 2012, infatti, si prodiga nella ricerca di queste varietà antiche, mettendosi in contatto con i viticoltori più anziani, scandagliando i vigneti della zona, in un perseverante e puntiglioso lavoro di ricognizione e selezione massale. Alla fine riesce a ritrovare e a ripopolare il suo vigneto con sei varietà antiche, quelle con una maggiore attitudine alla vinificazione: vespaiola antica, pedevenda, gruaja, ottocai, marzemina bianca e groppella di Breganze. Parallelamente al recupero dei vitignI, Cristian tenta anche alcuni esperimenti di microvinificazione in purezza delle diverse varietà, per comprendere le caratteristiche organolettiche e reologiche di ciascuna e le qualità in assemblaggio con altre. Nel 2017 inizia a produrre il proprio vino.

I suoi cinque ettari e mezzo di vigneto, tra Breganze e Fara Vicentino, sono tutti certificati biologici dal 2017. Il 2018 invece ha visto un investimento importante, quello della cantina, da cui stanno uscendo i suoi primi vini. Il processo di vinificazione è interamente naturale: le fermentazioni sono spontanee o pied de cuve, la solforosa è ridotta al minimo, anche rispetto agli standard del biologico, la stabilizzazione è a freddo. “Io vivo il lavoro che faccio cercando di restare in simbiosi con l’ambiente” svela Cristian. Vive nella vigna, la coccola e la cura con pazienza. È convinto che in cantina, quando arriva un prodotto sano e che non ha assorbito prodotti chimici, la sua qualità sia quasi certa. Durante la vinificazione è necessario soltanto stare attenti a non rovinare tutto.

Il rispetto dell’ambiente, la salute della terra, la difesa del territorio, la biodiversità sono le battaglie che porta avanti. Biodiversità che è anche umana, visto che si è impegnato in diversi progetti di tirocinio per richiedenti asilo e nell’accoglienza di WWOOFERs, volontari che gli danno una mano in vigna. Fondamentale è l’aiuto della sua compagna Arianna, la cui propensione alla trasformazione del cibo lo aiuta nei lavori in cantina, mentre lui predilige la vita all’aria aperta. Il sogno è che un giorno questo sostegno possa diventare un lavoro e un progetto comune. Intanto il presente è fatto di fatica, di sacrifici e di piccole soddisfazioni. Ma se lo scopo è salvare la biodiversità dei vitigni e produrre un vino naturale e buono, forse un po’ ne vale la pena.


I prodotti: Vino
Certificazione biologica: Sì
Punto vendita: Sì
Ristorazione: No (degustazioni e visite su prenotazione)
Ospitalità: No
Sito web: No
Email: No
Fb: Cantina Rarefratte
Contatti: 328 7445166


bandiera inglese Cristian runs a winery with 5,5 hectares of vineyard. He produces organic wines, made with spontaneous fermentation and small amount of sulfites. His projects aims to recover ancient wine varietals, related to the area he is working within, that is Breganze. Biodiversity is its main goal.


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